Potere ai genitori

Il tema “allattamento materno” è ormai diventato di scottante attualità e, come sempre accade in questi casi, tutti (ma proprio tutti) si sentono in diritto o in alcuni casi in dovere di dire la propria.

Ed è così che ho notato che le mamme vengono usualmente inserite in una delle seguenti tre macro-categorie.

La prima, in forte crescita negli ultimi anni, è quella delle Poverine. Qui stanno quelle che “non ce l’hanno fatta”. D’altra parte, si sa, il latte materno è il meglio che c’è per un bambino…

La seconda categoria è quella delle Egoiste. Si guadagnano questa etichetta quelle mamme che scelgono di non allattare o di sostituire alcune poppate con il biberon. Ma come si fa a scegliere di non allattare nel 2019 che basta googolare “latte in polvere” per scoprire che comunque il latte materno è il migliore per un bambino?!

La terza e ultima categoria è poi quella delle Fissate, quelle che darebbero via un rene pur di allattare il proprio figlio e magari investono tempo, energie e denaro per una consulenza ostetrica o con una Consulente IBCLC e poi ce la fanno. Che poi, che senso ha questo integralismo? Con il latte artificiale siamo cresciuti tutti benissimo!

In realtà residua ancora una piccolissima percentuale di mamme che, come me, vantano il titolo di MdM: Malate di Mente.

Noi siamo quelle mamme che abbiamo scelto più o meno consciamente di allattare i nostri figli oltre i 6 mesi di vita e ci dividiamo ancora in ulteriori sottocategorie:

  • le MdM lievi: quelle che allattano circa fino all’anno;
  • le MdM gravi: quelle che continuano rispondere alla richiesta del seno del proprio figlio oltre l’anno;
  • le MdM irrecuperabili: quelle che, secondo la maggior parte di coloro che si sentono in dovere di contribuire al dibattito sull’allattamento, soffrono di gravi disturbi mentali perché allattano i propri figli oltre i 18 mesi.

Quest’ultima sottocategoria, di cui io ammetto di far parte, è quella presa maggiormente di mira (insieme a quella delle Egoiste) forse perché nella nostra società gli estremi sono sempre scomodi.

A leggere certi articoli o forum su internet sembra quasi che una mamma che non allatta sia inadeguata e una che allatta un bambino che ha i denti lo stia facendo per risolvere chissà quale suo intimo trauma infantile.

E allora ripenso a quando ero incinta di Bianca e, come tutte le donne che per la prima volta provano l’emozione di sentir crescere una vita nella pancia, passavo ogni secondo libero su internet ad informarmi su quanto mi sarebbe aspettato di lì a poche settimane. Ricordo che avevo la certezza che avrei portato in fascia mia figlia, che l’avrei fatta dormire accanto a me, che non le avrei fatto vedere la TV fino a 18 anni, ma non sapevo se l’avrei allattata perché in fondo per me era indifferente.

Questo mi ha permesso di non leggere mai, durante la gravidanza, nessun tipo di notizia pro o contro le Fissate, le MdM o le Egoiste e di non ascoltare mai l’esperienza di altre donne.

Sono arrivata ad avere mia figlia tra le braccia senza sapere come sarebbe stato tra di noi, potendo seguire semplicemente il mio istinto e i suoi segnali. Senza condizionamenti, senza stress né ansie da prestazione, sentendomi libera di fare solo ed esclusivamente quello che mi andava di fare.

E mi sono sentita talmente bene che quando tutti (o quasi) intorno a noi hanno iniziato a volersi intromettere nel nostro percorso di allattamento, dal terzo mese circa, ho continuato ad andare per la mia strada e ad ascoltare quello che io e Bianca desideravamo e desideriamo tuttora.

E così sono arrivata ad oggi: Bianca ha 2 anni e 5 mesi, non ha mai smesso di essere allattata, ho diversi kg in più rispetto a prima di rimanere incinta e nel nostro percorso di allattamento si è aggiunto in corsa anche Lorenzo che ha quasi quattro mesi (ah, l’ho già detto che nel mio caso alcuni miti sull’allattamento sono stati sfatati???).

Continuiamo a rivendicare la nostra libertà di vivere a nostro modo il nostro allattamento e siamo supportati dall’unica persona che ha diritto di partecipazione e di voto su questo tema nella nostra famiglia: il papà.

Ho sempre pensato che l’allattamento sia una questione privata e di come una mamma (e un papà) scelgono di affrontare il tema, non deve fregare a nessuno. Nè al vicino di casa, né al ginecologo, né alla suocera, né all’amico del cugino del fratello dell’insegnante di clavicembalo.

Lasciate perdere chi pensa di avere la verità in mano su questo argomento, restate in ascolto delle vostre emozioni e accoglietele, qualunque esse siano, senza avere paura.

Non dovrebbero esistere giudizi e categorie, ma solo rispetto per le scelte e il vissuto di ogni famiglia.

Marcella della redazione di We Love Moms Chiavari e Levante (e mamma di Bianca e Lorenzo)

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