Un viaggio nel “parto a domicilio”

Il parto in casa a livello sociale appartiene ad un’altra epoca… Appartiene alle nostre nonne, o bisnonne, che ci portano racconti dell’ostetrica che arrivava in bicicletta, della donna, conosciuta da tutto il paese,  che aveva visto nascere almeno due generazioni, della signora che partiva ad ogni ora del giorno e della notte e che poteva girare da sola per le strade senza essere malvista da nessuno. Storie che ci parlano di un’altra epoca, di un altro tempo, anche se poi non così lontano (si partoriva comunemente in casa fino agli inizi degli anni ’60), storie che profumano di cose semplici, di ghiaccio fatto sciogliere sul fuoco del camino, di panni messi a scaldare davanti alla stufa, di brodo di gallina…  Gli uomini sono nati così per un sacco di tempo…migliaia di anni?

Poi è arrivato il grande boom dell’ospedalizzazione, a partire dagli anni ’60, per vedere il suo culmine negli anni’70. Le donne venivano invitate a spostarsi negli ospedali per mettere al mondo i propri figli, lì tutto era più all’avanguardia, più pulito, più sicuro, lì c’era il medico e tante macchine che potevano rendere tutto più facile. Il futuro papà poteva tranquillamente aspettare fuori: un’equipe, preparata e attrezzata, avrebbe fatto nascere il suo bambino. La mamma poteva buttarsi ciecamente e da sola, nelle mani degli operatori, loro sapevano come muoversi, sapevano cosa fare…questa fu l’era dell’interventismo medico…a tutte le donne veniva fatta l’episiotomia, la kristeller (manovra medica per velocizzare l’uscita del bambino dal canale del parto), salirono le percentuali di tagli cesari e soprattutto l’uso del latte artificiale. Tutto era moderno, efficace, la mamma stava da sola in una camera e il bambino stava da solo al nido, insieme a tutti gli altri neonati, a orario, 6 volte al giorno, si incontravano e tentavano di avviare l’allattamento al seno…. Gli uomini sono nati così per circa 20-30 anni.

Alcune donne, piano, piano, hanno cominciato a chiedere qualcosa di diverso, qualcosa di più umano, in tante si sono spostate dal “è meglio così” e hanno sentito il bisogno di essere viste mentre mettevano al mondo i propri figli, di essere sostenute e non solo dalle macchine. Hanno iniziato a chiedere la presenza del marito in sala parto, per non essere sole, per essere accompagnate emotivamente in un posto che, dal punto di vista umano, forse si…era proprio troppo sterile. Hanno iniziato a pensare che forse tutti quegli interventi non erano poi così necessari, a sentire che stare lontano dal neonato era più faticoso del previsto. Si è iniziato a parlare di parto naturale, perché ormai, della sua naturalità aveva perso proprio tutto………

In realtà di partorire in casa forse non si è mai smesso, le ostetriche condotte hanno assistito i parti fino agli anni’90 e, in alcune realtà italiane, continuano a farlo ancora oggi. Silenziosamente hanno lasciato spazio alla nascita di una nuova modalità di assistenza ostetrica, che potesse guardare ai bisogni soggettivi della donna e del bambino, ma anche del papà e della famiglia, che si stava formando o ampliando; una modalità in cui sì, gli strumenti erano diversi e più all’avanguardia, ma che non si dimenticasse di quella parte umana ed emotiva che ha sempre facilitato la nascita e permesso alle donne di non sentirsi sole in un momento così importante per la loro vita. Piano piano sono arrivate anche le evidenze scientifiche a dimostrare che un’assistenza one to one, dove la donna è seguita da una figura professionale di fiducia durante tutta la gravidanza e anche al momento del parto, rende la nascita più sicura, con meno bisogno di interventi e maggior successo nell’allattamento al seno. Così come la scienza ha confermato che tanti interventi non sono necessari, quantomeno non per tutte le donne e le situazioni, e che tanti tagli cesari sarebbero da evitare.

CHI E COME PUO’ PARTORIRE IN CASA OGGI

Possono partorire in casa tutte le donne che hanno avuto una gravidanza fisiologica  e dove anche il parto si presenti fisiologico. L’ostetrica che assiste a domicilio, incontra la coppia già durante la gravidanza per valutarne la fisiologia, ma anche per creare una relazione che le possa permettere di usare i suoi strumenti al meglio. Pochissime sono le restrizioni rispetto all’abitazione: la casa in cui un bambino crescerà ha tutte le caratteristiche per accogliere anche la sua nascita! Il team che assisterà la nascita, solitamente formato da due persone, si rende reperibile dalla 37’-38’ settimana  e fa delle visite domiciliari per monitorare le ultime settimane di gestazione.  Assiste il travaglio, il parto e le prime ore del dopo-parto, tornando poi a casa della puerpera per diverse volte nei giorni successivi, accertandosi che la mamma si stia riprendendo sia fisicamente che emotivamente, che l’allattamento sia avviato e lascia la nuova famiglia solo quando un equilibrio si è instaurato.

PERCHE’ SCEGLIERE DI PARTORIRE IN CASA

Tante donne oggi scelgono di partorire in casa perché lo sentono come un luogo sicuro, dove potersi esprimere liberamente e con grande intimità. Tante donne sentono l’esigenza di essere seguite durante il loro travaglio e parto in maniera soggettiva, nel rispetto dei loro tempi, avendo la possibilità di esprimere i propri bisogni e di essere assecondate nel soddisfarli. Le donne che scelgono di partorire in casa hanno chiaro il bisogno di essere assistite ed accompagnate da una figura professionale, di creare con lei una relazione di conoscenza e di fiducia in modo che possa essere un punto fermo di riferimento al momento del parto e nei giorni successivi. Tante donne scelgono di rimanere a casa per il loro parto perché vogliono dare ai propri bambini la possibilità di esprimere il loro saper venire alla luce, per dare loro una nascita rispettosa dei loro tempi e fiduciosa nelle loro capacità. Tante donne scelgono il parto in casa per darsi la possibilità di poter esprimere il proprio potenziale e poter accogliere il loro bambino nella maniera più integra possibile.

COME LAVORA IL TEAM DI NATIVAMENTE

Il nostro team, ancora molto raro, è formato da Giulia Minucciani, ostetrica libera professionista con un’esperienza di ormai 20 anni e Sara Tonelli, doula. Insieme tengono corsi pre e dopo parto, cerchi di donne, assistono parti a domicilio e  tengono seminari sull’imprinting di nascita per adulti e bambini. Giulia assiste le gravidanze, conduce incontri sulla conoscenza e rieducazione perineale.

Sara sostiene le donne nel puerperio e assiste gli allattamenti grazie alla sua formazione MIPA. Insieme accompagnano le donne nel loro divenire madri da un punto di vista sia fisico che emozionale; accompagnano il papà, accogliendo i suoi bisogni e i suoi pensieri, sostenendolo in questo momento di grande passaggio, in modo che possa a sua volta sostenere e proteggere la sua compagna e il suo bambino nel diventare una nuova famiglia. Offrono un incontro informativo gratuito, a chi ne faccia richiesta, per fornire informazioni sul parto a domicilio e rispondere a tutte le domande e i dubbi , che le mamme e i papà possono avere a riguardo, per essere orientati ed informati su  questa modalità di assistenza  e poter poi scegliere per il loro parto e per la nascita del loro bambino.

 

Associazione Nativamente

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